La vostra generosità al lavoro: in viaggio con Marco per portare un po’ di sollievo

Marco De Milato, il nostro operatore in Kenia ci ha mandato il racconto del suo viaggio verso il nord del Kenya per portare i primi aiuti ai villaggi colpiti dalla siccità e carestia che hanno messo in ginocchio il Corno d’Africa.

Per seguire il racconto del suo viaggio: la prima tappa, l’arrivo nella zona Nord del Kenya, il viaggio di ritorno.


Sono finalmente rientrato a Nairobi dopo un estenuante viaggio. L’ultimo giorno ho incontrato Padre Pedenzini e dopo aver condiviso la situazione drammatica che stanno vivendo da diversi mesi le comunità di Sereolipi e le popolazioni del nord Kenya, abbiamo fatto un piano di intervento di emergenza per i prossimi giorni.

Compreremo ulteriori viveri, in particolare 900 Kg di fagioli, 900 kg di granoturco e 140 litri di olio da distribuire alle famiglie più colpite dalla siccità. In particolare verrà data la priorità alle famiglie con bambini in grave stato di denutrizione. Abbiamo calcolato che con queste quantità saremo in grado per questa prima fase di provvedere per circa 17.000 pasti.

Compreremo inoltre circa 1500 confezioni di Plumpynut, un nuovo alimento terapeutico che ci permetterà di salvare la vita di almeno 200 bambini denutriti. È un composto di vitamine, sali minerali, latte in polvere, burro di arachidi e zucchero. In circa 3 giorni, prendendo circa 3-5 confezioni al giorno (dipende dall’età e dal suo stato di deperimento fisico) il bambino può uscire dalla fase di rischio di morte e con una confezione al giorno per altre 3 settimane il suo stato di salute ritorna stabile.

La distribuzione di tale prodotto è particolarmente idonea in questo contesto in quanto non richiede di essere mescolato con l’acqua, che spesso non è disponibile e quando è miracolosamente disponibile è spesso acqua impura e raccolta da pozze utilizzate anche dagli animali!

Durante questo viaggio ho avuto modo di vedere diverse donne cercare disperatamente acqua pulita presso aridi e inquinati fiumi. Spesso scavano una buca a margine del fiume alla ricerca di acqua che passa sotto la superficie e che quindi viene filtrata naturalmente. Non sempre però le loro fatiche vengono premiate.

In Kenya sono spesso le donne che si fanno carico delle fatiche più grandi. Ogni giorno capitava di dare dei passaggi con il nostro veicolo a donne che erano in cammino da e per diverse ore del giorno, alla ricerca di legno, cibo, acqua ecc.

L’ultimo giorno per esempio abbiamo dato un passaggio a una donna Samburu che stava portando la sua scorta di granoturco (un sacchetto di pochi chili) a macinare presso un villaggio che distava più di 30 Km. Camminare a piedi tale distanza, andata e ritorno, sotto il sole caldo dell’Equatore, ovviamente senza una goccia di acqua, sembra una missione impossibile.

Per chi invece abita queste terre aride, fa parte della loro quotidianità.

Queste donne nella loro vita hanno imparato già da bambine l’arte della sopravvivenza e della lotta per la vita. Quando scenderà dal veicolo (dobbiamo aiutarla perché non ha idea di come si apra la portiera) con una bottiglia di acqua e un po di cibo, il suo sorriso incantato e grato comunicherà molto di più di quello che le barriere linguistiche ci hanno concesso nei minuti percorsi insieme!

La guida che ci sta accompagnando in questo viaggio è originario di queste zone ci racconta le sofferenze che le bambine devono subire a causa delle mutilazioni genitali alle quali la loro cultura le sottopone. Mutilazioni che ovviamente avvengono senza nessuna norma igienica, né competenze di carattere medico e che spesso risultano letali per le bambine.

Questa crisi alimentare dovuta alla siccità sta rendendo sempre più deboli i bambini e quindi sempre più vulnerabili ad ogni tipo di trauma.

Prima di partire i Padri della Consolata mi chiedono di non dimenticarmi della loro richiesta di costruire un pozzo per la comunità Samburu di Lodungo Kwe. Mi ringraziano tantissimo per tutti gli aiuti che gli stiamo dando ma mi dicono che l’aiuto più bello sarebbe appunto un pozzo che possa garantire per sempre tutta l’acqua di cui la comunità ha bisogno e che gli permetterebbe in futuro di non dover più chiedere aiuto.

Grazie al viaggio di Marco sappiamo adesso quali sono ancora le emergenze in questi villaggi. Sopratutto acqua e cibo, per salvare i bambini e risolvere i casi di denutrizione più gravi.

AIUTACI ANCORA, possiamo salvare subito la vita di 200 bambini denutriti. DONA ORA per l’emergenza siccità e carestia in Corno d’Africa.

2 Responses to “La vostra generosità al lavoro: in viaggio con Marco per portare un po’ di sollievo”

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  2. Daniel says on :

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