INDIA, I BAMBINI DICONO NO AL MATRIMONIO
Circa 225 bambini provenienti da tutto il West Bengal, uno degli stati più poveri dell’India, hanno raggiunto Calcutta per dire il loro “No” ai matrimoni combinati e lanciare un movimento chiamato “Amar Shaishab Amar Adhikar” (La mia infanzia, un mio diritto).
L’incontro, realizzato presso il Dipartimento per lo Sviluppo delle Donne, dell’Infanzia e Servizi Sociali del governo del West Bengal, ha avuto come primo risultato la diffusione di un manifesto che raccoglie per la prima volta le opinioni dei bambini sul matrimonio precoce e le traduce in azioni tangibili per i genitori, gli insegnanti e la comunità.
In India, le tradizioni ancestrali e la povertà obbligano le ragazze a matrimoni prematuri. “Fino a che questa pratica continua” – ha dichiarato Mr. Biswanath Choudhury, Ministro del Dipartimento – “diventa difficile raggiungere un reale sviluppo umano. Una sposa bambina è più vulnerabile a povertà, fame, abusi, disagio e mortalità materna, una eredità che molto facilmente potrebbe poi trasmettersi ai suoi stessi figli“.
Se molti progressi sono sicuramente stati fatti nella riduzione dei matrimoni tra bambini, il cambiamento effettivo è ancora lungo da compiersi. In base alla terza indagine nazionale sulla salute delle famiglie, ogni secondo una bambina viene data in sposa in West Bengal: quasi la metà delle bambine diventano spose-bambine e un terzo madri adolescenti nonostante l’età legale per il matrimonio sia di 18 anni.

