Testimonianze

  • Amiche de L' Albero della Vita

    Debora e Patrizia, Treviso

    Essere amiche vuol dire aiutarsi, comprendersi, sostenersi! E penso che la Fondazione L’Albero della Vita con i suoi progetti rappresenti davvero i valori dell’amicizia, dell’unione, della solidarietà. Valori che un giorno ho deciso di condividere insieme alle persone a me più care: ho organizzato un tè con le amiche e ho raccontato loro della Fondazione, in cosa consiste l’adozione a distanza, il valore del gesto, l’importanza per noi donne di sostenere altre donne o bambine… e ho trovato conferma di tanta amicizia! Ringrazio tutte le mie amiche che hanno scelto di condividere con me i progetti di solidarietà de la Fondazione L’Albero della Vita.

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  • Quando un piccolo gesto può fare la differenza

    Sono circa dieci anni che, con vero piacere, partecipo a sostenere delle adozioni di bambini a distanza, grazie all'Albero della Vita.

    In tutti questi anni si sono dimostrati un’associazione seria, affidabile ed efficiente. Mi hanno dato costantemente l'occasione di poter essere aggiornato sullo stato di progressivo benessere raggiunto dei bambini che ho sostenuto e che sostengo tutt'ora.

    Infatti, grazie a loro, mi son reso conto, come, con un piccolo investimento, sia possibile migliorare notevolmente, la qualità della loro vita, già da subito, ed anche di porre le basi per un futuro sicuramente migliore. Cosa che non sarebbe accaduta senza di loro.

    Grazie Ancora!

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  • Io sono il tuo bambino e tu sei la mia mamma

    Annalisa da Marina di Carrara

    Sono un’insegnante in pensione, ho 67 anni, nubile e non ho figli.

    Da tre anni sostengo a distanza 5 bambini del West Bengala: Mukul, Sujit, Kanchan, Arun, Dihini. Arun e Dihini hanno sostituito Rijwa e Priyanka i quali si sono trasferiti con la famiglia che ha trovato la possibilità di un lavoro.

    Ricevere le loro foto, i loro disegni, le loro lettere e le loro pagelle scolastiche è per me una vera gioia. Tra noi si è instaurato un forte legame: mi parlano dei loro amici, dei loro giochi, ma anche dei loro sogni ed io mi ritrovo a giocare con loro e a consigliarli, come facevo con i miei alunni per il loro meglio.

    Le prime foto che mi sono arrivate erano di bambini tristi, stanchi, quasi privi di spirito. A lungo andare si sono trasformati!

    E l’affetto! A Mokul nella mia prima lettera di presentazione avevo scritto che non ho bambini, ma che mi piacciono molto. La sua risposta è stata: “Perché dici che non hai figli? Io sono il tuo bambino e tu sei la mia mamma”. Penso non ci sia bisogno di commenti.

    Mi danno tanto ed è più di quanto io dia loro.

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